La Conferenza della Chiesa Mormone
In questo ultimo fine settimana e’ stata tenuta la 176a Conferenza generale della Chiesa di Gesu’ Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (Chiesa Mormone) in Salt Lake City, Utah.
Abbiamo ascoltato molti discorsi interessanti e fra alcune settimane il testo in italiano dovreeb essere pronto per tutti quelli che sono interessati.
Molta ispirazione e’ stata ricevuta da tutti quelli che hanno ascoltato con uno spirito preparato e desideroso di imparare.
Una semplice osservazione riguardo il Tempio Mormone fatta dall ‘ Anziano Richard H. Winkel dei Settanta vale la pena essere riportata: “When you come to the temple you will love your family with a deeper love than you have ever felt before. The temple is about families.” In italiano questo significa piu’ o meno: ” quando tu verrai al tempio tu amerai la tua famiglia con un amore piu’ profondo. Il Tempio e’ per le famiglie.”
La traduzione non mi soddisfa molto ma il significato e’ chiaro: andare al tempio aumenta il nostro amore per le nostre famiglie perche’ il tempio esiste per unire le famiglie.
Ma perche’ il tempio e’ cosi’ importante per i mormoni?
In effetti le persone che non appartengono alla Chiesa possono anche non capire la distinzione che c’è tra le nostre normali case di riunione, che sono molte migliaia e questi edifici tanto speciali che chiamiamo templi.
Il presidente Hinckley spiegò così questa distinzione: «Questi edifici particolari e meravigliosi e le ordinanze che vengono impartite in essi rappresentano il punto culminante del nostro culto. Queste ordinanze diventano le più profonde espressioni della nostra teologia» (Gordon B. Hinckley, La Stella, gennaio 1996, 63). In altre parole, i templi hanno un grande valore per noi perché ci aiutano ad esprimere l’essenza della nostra teologia, quella della venuta di Cristo.
I templi fanno questo in almeno due maniere. Primo, ci ricordano e ci insegnano simbolicamente e letteralmente di Cristo e di Suo Padre. Sappiamo che Cristo trascorse momenti fondamentali del Suo ministero nel Tempio di Gerusalemme (vedere Giovanni 7, 8; Matteo 21Â23; Marco 11Â12; Luca 20), e che usava spesso il simbolismo del tempio nei suoi insegnamenti, paragonando Se stesso ai simboli usati nel tempio, come la luce e l’acqua (vedere, ad esempio, Giovanni 7:38; 8:12). Il culto che rendiamo nel tempio oggi comprende molti riferimenti simbolici a Cristo, dalle guglie all’esterno, che elevano la nostra mente verso il cielo, agli indumenti bianchi che indossiamo dentro il tempio per simboleggiare il fatto che, come dice il libro dell’Apocalisse, siamo venuti «dalla grande tribolazione e abbiamo lavato le nostre vesti, e le abbiamo imbiancate nel sangue dell’agnello» (Apocalisse 7:14).
Il tempio si erge come costante memento fisico della grazia e della bontà del Padre. Questo aiuta le comunità dei santi a rafforzare se stessi. Il presidente George Q. Cannon disse: «Ogni pietra delle fondamenta posta per la costruzione di un tempio e ogni tempio completato . . . diminuiscono il potere di Satana sulla terra e accrescono il potere di Dio e della Divinità » (George Q. Cannon, cerimonia della posa angolare del Tempio di Logan, 19 settembre 1877, Nolan Porter Olsen, Logan Temple: The First 100 Years, pag. 34).
I templi hanno sempre simboleggiato il fatto di trovarsi alla presenza del Signore. «E mi facciano un santuario perch’io abiti in mezzo a loro» disse il Signore. «Quivi io m’incontrerò teco» (Esodo 25:8, 22). C’è una vicinanza a Dio che si realizza tramite il culto reso spesso nella casa del Signore. Possiamo arrivare a conoscerLo e a sentirci benvenuti, «a casa», nella Sua casa.
Con tanti templi che si ergono in tante località del mondo, un maggior numero di fedeli li avrà vicini a ricordare loro Cristo e il Suo sacrificio per noi. La semplice presenza di un tempio deve servire a ricordarci le alleanze che abbiamo fatto, la necessità di essere integri e il fatto che Dio non è mai molto lontano.
Oltre alla loro presenza fisica e al simbolismo esteriore, i templi possono ispirarci a venire a Cristo in un secondo modo: ossia mediante le ordinanze che celebriamo in essi. Tutte le ordinanze del tempio sono incentrate su Gesù Cristo e sulla Sua divina missione e vengono celebrate mediante l’autorità del Sacerdozio di Melchisedec. Dottrina e Alleanze 84 dice: «E senza le sue ordinanze e l’autorità del sacerdozio, il potere della divinità non è manifesto agli uomini nella carne» (DeA 84:21). Ogni ordinanza ha lo scopo di rivelarci qualcosa di Cristo e del nostro rapporto con Dio.
Mentre alcune ordinanze del tempio sembrano facili da capire, come ad esempio il matrimonio eterno, altre invece richiedono un’accurata e lunga preparazione spirituale prima che il loro completo significato diventi chiaro per noi. Nella prima lettera ai Corinzi Paolo descrive la necessità di avere con noi lo Spirito di Dio per capire le cose di Dio: «Or noi abbiam ricevuto non lo spirito del mondo, ma lo Spirito che vien da Dio, affinché conosciamo le cose che ci sono state donate da Dio» (1 Corinzi 2:12; vedi anche versetti 11, 14). Man mano che lo Spirito di Dio ci aiuta a capire e conoscere il piano che ha per noi, acquisiremo non soltanto maggiore conoscenza, ma anche una maggiore misura di pace e compassione.
Le ordinanze del tempio ci danno anche la possibilità di rafforzare la nostra famiglia, cosa di cui c’è tanto bisogno oggi. Questa forza si può acquisire tramite la celebrazione per procura delle ordinanze per i nostri antenati, formando così l’anello di una catena tra genitori e figli (vedere DeA 128:!8). Per esempio nel tempio possiamo essere battezzati per i nostri antenati che non hanno avuto la possibilità di udire il Vangelo durante la loro vita terrena (vedere 1 Corinzi 15:29).
